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Resoconto di Viaggio

mappavallecavalieri

Immagine: fonte, foto del sito www.vallideicavalieri.it

Ci ha scritto YKSEL-SWED, il quale ha gentilmente redatto un resoconto del viaggio che lo ha portato a scoprire le nostre terre. Riportiamo il testo per intero:

Ciao Paola.

Complessivamente è stata un’esperienza fantastica. L’intero percorso, ovviamente, l’ho effettuato a piedi seguendo la segnaletica biancorossa. Sono partito da Quattro Castella e la prima notte l’ho trascorsa a Pietre di Grassano (cena da Dio). Nel secondo giorno di cammino (circa sei ore di percorrenza) ho incontrato il primo imprevisto: la tappa l’ho chiusa a Trinità, ma il posto tappa che gli opuscoli segnalano (Bosco Cernaieto) in realtà non esiste e l’unica struttura presente, un ristorante (Notari), aveva le stanze occupate. Comunque, grazie alla padrona del locale e ad un signore che mi ha accompagnato in macchina, ho pernottato a Verlano (vicino a Roncaglio) e alla sera mi hanno accompagnato a mangiare a Currada a La Cueva (strepitoso!!!) per poi riportarmi a Verlano. Un signore il mattino seguente mi ha riaccompagnato a Trinità per riprendere il sentiero. Il terzo giorno ho chiuso la tappa a Vetto, anche se, in realtà, la mia intenzione era di suddividerla in due giorni per recarmi a dormire prima a Cortogno e poi a Crognolo, ma quest’ultimo mi ha risposto “picche!”, ed allora ho fatto tutta una tirata. Da Vetto, il giorno seguente (26 aprile), ho raggiunto Camporella, dove purtroppo, dopo trenta minuti che ero sul posto non ho incontrato un’anima viva e del locale Le Tre C che mi avevano segnalato nessuna traccia e nessuno lo conosceva. Una coppia di anziani mi ha accompagnato a dormire da un’altra parte e il mattino seguente ho trovato un passaggio per tornare a Camporella, da dove ho proseguito per Succiso Nuovo. L’ultimo giorno ho chiuso il percorso al Passo del Lagastrello, ovviamente seguendo sempre l’antica via. In questi giorni di cammino ho fatto più di 100 fotografie; ho scritto oltre trenta pagine di quaderno annotando passo dopo passo tutto ciò che incontravo (ora a casa approfondirò le ricerche storiche, antropologiche e naturalistiche); ho incontrato decine e decine di caprioli, tre lepri, quattro scoiattoli, un solo cinghiale (ma è scappato via troppo in fretta) e, credo, un cerbiatto (questo l’ho pure filmato). Ho conosciuto gente fantastica, paesani disposti al dialogo e pronti ad offrirmi aiuto in caso di difficoltà, anche se, a dire il vero, ho cercato fino all’ultimo di rendermi il meno inopportuno possibile, giacché di questi tempi purtroppo (e con ragione) nessuno si fida più di nessuno. Ho assaporato in ogni senso la cucina locale, ho degustato con molto piacere il Lambrusco Grasparossa dei colli di Scandiano e di Canossa (dolce). Siccome il Sentiero Matilde e il Sentiero Spallanzani li ho già percorsi (varianti comprese), presto mi attrezzerò per completare anche le varianti proposte dal Sentiero dei Ducati così da poter completare i miei scritti e farne un buon libro per la mia personale biblioteca escursionistica.

Apprezzo molto il vostro interessamento e vi ringrazio di avermi contattato per conoscere la mia esperienza escursionistica. Sono e sarò sempre disponibile a qualsiasi vostra domanda e mi piace chiudere con una frase che ho ripetuto in questi sei giorni di cammino a molti dei vostri conterranei che mi domandavano: “ma dove vai così da solo in giro in questi posti sperduti?” . “Ad assaporar la vita”, io rispondevo. “Ma perché lo fai a piedi?” mi chiedevano loro. “Per incontrare voi” rispondevo io.

Ciao.

Articolo di YKSEL SWED (Setti Mirko)

Gaudio Catellani

Il signor Catellani, ci ha scritto questa splendida cartolina, che pubblichiamo, anche se un po’ in ritardo:

Un sentito grazie a Gaudio Catellani.

UN PO’ DI GAUDIO

La Valle dei Cavalieri

valcav
Cartello turistico posto ad uno degli ingressi della Valle in Località Ranzano.

La “Valle dei Cavalieri” è un area di antichi borghi medievali fortificati da casetorri, nell’Appennino tosco-emiliano, situata sull’Alta Vald’Enza e Val Cedra tra le province attuali di Parma e Reggio (Emilia, Italia) ed anticamente tra le Terre Matildiche dei Canossiani.

Geografia

Il territorio della Valle dei Cavalieri, o piu’ propriamente andrebbero chiamate Valli dei Cavalieri, è costituito dal sistema orografico appenninico dei corsi dell’ Enza e Cedra.

Storia

Zona storicamente indipendente costituita da una confederazione di communi militum presieduti da cavalieri e mercenari, autogovernatasi praticamente per 1000 anni. Questo territorio era affidato al governo delle più nobili famiglie del luogo di antica investitura Matildica, che, in cambio di sorveglianza dei confini e di fornitura ai signori di Parma di milizie a cavallo, godevano, sulle Valli, di sovranità praticamente illimitata. Le prime tracce di scritti relativi alle Valli dei Cavalieri risalgono all’anno 1039. Nei secoli seguenti tale sistema si consolida in modo tale da mantenere la propria struttura “amministrativa”, con tanto di Commissario, invariata sino a tempi moderni.

Con “l’unita’ d’italia” ab iure questi territori venivano annessi all’amministrazione italiana ma de facto, per il loro scarso interesse economico, abbandonati e lasciati a se’ stessi per quasi 80 anni. In tempi piu’ moderni ebbe rilievo storico tutta l’Alta Vald’Enza in quanto durante la seconda guerra mondiale fu parte della Linea Gotica, teatro della piu’ aspra contrapposizione tra Tedeschi e Partigiani che in queste foreste si erano dati alla macchia.

L’ACLI mette a disposizione dei Soci alcune opportunità tra le quali segnaliamo:

SOCIO ACLI ? SOCIO ACI !

Associarsi all’Automobile Club d’Italia in convenzione con ACLI è sempre molto vantaggioso. Ogni socio ACLI o un suo familiare può richiedere la speciale Tessera ACI Sistema presso una qualsiasi delegazione dell’Automobile Club mostrando la propria tessera ACLI.
La Tessera da diritto al socio di poter usufruire dei servizi ACI relativi a:
· assistenza tecnica e medico-sanitaria estesa gratuitamente anche ai familiari in viaggio con il Socio;
· soccorso stradale al veicolo sul quale il socio si trovi a viaggiare anche se non di sua proprietà;
· traino gratuito del veicolo per 15 Km. dal luogo di fermo fino alla destinazione scelta dal socio;
· auto sostitutiva o trasporto gratuito dell’auto a casa;
· e molti altri vantaggi.

I soci ACLI potranno acquistare la tessera ACI Sistema al prezzo scontato di € 49,00.

Per maggiori informazioni rivolgetevi ai numeri dedicati :
06/52999900 (dal Lunedì al Venerdì dalle 8,30 alle ore 17,30) oppure visitando il sito: www.aci.it

Per informazioni potete rivolgervi all’ufficio convenzioni: e-mail: convenzioni@acli.it tel.06/5840412 fax.06/5840575

Pasqua 2008

Pubblichiamo alcuni scorci di Camporella:

bcs
“BCS abbandonato” Foto di D. Zambra - Pasqua 2008

carro
“Carro della Legna” Foto di D. Zambra - Pasqua 2008

chiesa
“Il Passero Solitario” Foto di D. Zambra - Pasqua 2008

Lapide
“La Storica Lapide del Campanile” Foto di D. Zambra - Pasqua 2008

paesedisotto
“Camporella Di Sotto” Foto di D. Zambra - Pasqua 2008

portantica
“Antica Porta del Borgo” Foto di D. Zambra - Pasqua 2008

trattore
“Antico Trattore in Ferro” Foto di D. Zambra - Pasqua 2008

Anche se con parecchio ritardo….vogliamo ricordare il successo della Festa Paesana 2007.

loca

Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato e aiutato per la realizzazione della Festa, che ormai è diventata una tradizione del nostro paese, in particolare il Sig. Gaudio Catellani che con la sua comicità ha emozionato e divertito tutti.

Stiamo lavorando per l’organizzazione della Festa 2008.

Gaudio Catellani

catlanreud

Pubblico di sotto una poesia in dialetto (spero sia giusto)
di Gaudio Catellani.

ME’ PEDER, ME E ME’ FIOL

Mè, per mè fiòl voi esser
nè un delinqueint, nè un sant…
nè péis, nè tròp alzèr…
nè inòtil, nè important…
nè tròp e gnan tròp pòc…
nè tròp onest, nè leder…
a’m piasrèv esser soul
come l’é sté mé pèder.

A’gh voi lassér nè sold…
nè dèbit da paghér…
nè capitéi da vènder…
nè roba da cumprèr…
a’m piasrèv, piò che ‘d’l'òr,
o’ ‘d’la téra…o’ di quèder…
lassèregh al ricòrd
che m’ha lassè mé pèder.

A mé fiòl a’gh voi dèr
nè tort e nè ragioun…
nè férom sottométer…
nè féregh sudissioun…
divéder tòtt in mez
come se fòss ‘n’ amzéder…
nè piò nè meno bèin
ed come ha fat mé pedèr.

(mè pèder l’era acsè!
l’era un òmen normèl…
gnint ed particolèr…
gninto d’ecessionél…
la cosa ecessionela
l’era al nòster rapòrt…
a’s parlòmm tott i dè…
anc adèssa c’l'é mort!)

Da mè fiol a’n voi gnint!
sun anca trò cuntèint
s’al dvèinta mia un idiòta
opùre un delinquèint!
c’al vèva la sò véta
come al créd oportùn…
mè, a fer ‘na cosa o’ c’l'ètra
a’n m’ha ublighè nissùn!

Però a’m piasrèv ‘na còsa:
c’al gh’essa di fradè…
che a fòssen seimp’r'unì
come soun mè cu’i mè…
che a fòssen ed paròla…
che a’n fòssen mai busiéder…
e che me vréss ‘n al bein
che mé i’ho vrù a mé pèder!

Mò la cosa piò béla,
cŏla che a’gh tégn di piò
l’è che a’m fòssen atách
al dè che amurirò
e come per me peder,
meinter che a vagh, pian pian,
i mè fiò e mè mujéra
a’m tgnéssen per la man!

Neo Laureata

Questo post è dedicato alla nostra bella paesana Elisa che finalmente si è Laureata.

elisareduced

Complimenti hai dato una splendida prova di determinazione e di fermezza. Auguri di grandi successi da parte di tutti i parenti e gli amici del Circolo.

Ora pensi che sia tutto finito? Scordatelo! Il duro mondo del lavoro ti aspetta! Adesso viene il bello! In bocca al lupo da tutti noi!

Finalmente non hai più scuse per stare in casa. Finalmente non romperai più con gli esami. Finalmente inizierai a guadagnare. E finalmente inizierai anche a pagare, perciò…finalmente si potrà festeggiare alla grande!!!

Articolo pubblicato su internet relativo all’artista che ha realizzato le vetrate dell ns. chiesa.

Photo by Art Illman
At Martino Stained Glass Studio, Michael Martino pictured with stained glass to be installed in an eighth century church in a small village in the region of Umbria, Italy.

By Liz Mineo/Daily News staff

From his studio in downtown Framingham, Uxbridge resident Michael Martino has been producing stained glass windows for churches in several villages in the Italian countryside.
Of all the work he has done from his Waverley Street studio since he started in 1975, Martino holds the projects for the Italian churches closest to his heart despite the fact the exchange takes place 4,000 miles away.
It’s an exercise of gratitude, said Martino, the son of Italian immigrants. He grew up in Framingham and learned his trade during a three-year stay in Milan, fresh after graduating from Framingham High School in 1971.
“They changed my life,” said Martino. “They loved me like a son and changed the course of my life in every positive way. I just wanted to say thank you to them.”
Over the past 14 years, Martino has done stained glass work for 10 Italian churches, most of them located in the Apennine Mountains in the northern central part of Italy.
From the first one he did for a church in Nismozza in the province of Reggio Emilia back in 1993 to the most recent, which he’s still working on, for a church in Pieve San Vincenzo in the Apennine Mountains, Martino loves them all.
“It comes from a feeling of gratitude and a desire to do something not just for money,” he said.
Martino hopes to travel next May for the dedication ceremony of his two latest Italian masterpieces. The other work he’s finishing up is a set of stained glass windows for a church in a small village near Gubbio in the Umbria region.
How Martino ended up doing stained glass work for churches in Italy is something he attributes to word of mouth. After he made an offer to the priest of the Nismozza church to do a set of stained glass windows to show his gratitude to the village that welcomed him, requests from other priests and residents followed.
“Word got around,” said Martino.
After the first church, Martino’s wife asked him to do some stained glass windows for a church in the municipality of Ramiseto where her family hailed from. Then, he was asked to do something similar for churches in the municipalities of Nigone, Acqua Buona, Camporella and Selvapiana, all located in the Reggio Emilia province.
Martino, of Martino’s Stained Glass Studio, charges the minimum to the Italian churches, many of which lack resources to hire someone in Italy to do stained glass work for them. He also sells his stained glass works to the public.
A charitable man, Martino also embarked on a humanitarian mission to bring clean water to Kenya more than 10 years ago. Martino found and shipped a drilling rig that would be able to dig 26 wells that will provide water for about 250,000 people. He’s still working to raise money to start the drilling.
But as long as he has the stained glass studio, he’ll continue to pay his debt of gratitude to the country that welcomed and helped him find his calling.
“I’m proud of my cultural heritage,” he said. “I had the opportunity to come to Italy, learn Italian and grow friendships that have lasted for 30 years, but the most important thing they did for me was to change the course of my life. For that, I will be always grateful.”

Capodanno

Ciao a tutti..

Ecco alcune foto della fantastica serata di Capodanno…Ho messo solo le foto di gruppo, ma chiunque desideri un suo primo piano può contattarmi tramite mail e provvederò ad inviarvelo al più presto!!

Lasciate un segno del vostro passaggio, scrivete qualche commento…

Un bacione

Eli

cimg1203.jpg    Teo-Marco-Paolo   I cantanti della serata    gruppo ragazze     3 2 1 … Buon Anno    ragazze    

La valle dei cavalieri
Mondadori
Milano
1993
 

Marsilio
Venezia
2000

«La “valle dei cavalieri”, è un preciso luogo geografico (un territorio ai confini tra le province di Reggio Emilia e Parma), ma anche una metafora della vita, un luogo dello spirito dove maturano le esperienze, dove il tempo opera la sua azione. Si tratta, dunque, di un coinvolgente romanzo storico-antropologico.»
Giuliano Soria

«Un romanzo forte, di stile asciutto, gremito e palpitante di vita vera.»
Mario Picchi

«Crovi ha una scrittura vitalistica, svelta e coincisa.»
Michele Prisco

«Crovi ha trasfuso nelle pagine del romanzo - un romanzo che però ha il passo agile ed elegante del racconto: si direbbe un cecovismo emiliano - la sua onnivora capacità di conoscenza.»

Valerio Volpini

alpe

Nella foto: L’alpe di Succiso 

Raggiungere Ramiseto da Castelnovo richiede che fino alla località Sparavalle si segua la strada statale del Cerreto per poi voltare a destra per la provinciale n°15. Si lascia sulla destra, per chi volesse darci un’occhiata, il rudere del fortino estense e si incontra, più avanti, l’area del Parco della Flora, di proprietà della Provincia di Reggio Emilia. Si tratta di un ambiente montano con diverse tipologie vegetali caratterizzato da una spiccata naturalità. Un punto attrezzato per i pic nic e una rete di sentieri segnati può consigliare una sosta e una breve passeggiata, per sgranchire le gambe.

L’abitato di Ramiseto si presenta oggi assai allungato nelle direzioni delle strade di avvicinamento, da Castelnovo e da Vetto. Ha tuttavia un centro storico interessante e compatto nella zona occidentale dell’abitato. Qui si trova un edificio di pregio, databile al 1495 grazie a una scritta sull’architrave. Ma sono diverse le costruzioni che conservano caratteri architettonici originali. Comunque, anche chi non avesse spiccato interesse per l’architettura tipica o per la storia, può fermarsi con soddisfazione a Ramiseto, se non altro per alcuni buoni ristoranti.
Chi vuole, e non se ne pentirà, può imboccare la strada che conduce al lago del Ventasso e all’omonima stazione sciistica. Altrimenti si prosegue verso Castagneto e Pieve San Vincenzo lungo l’alta valle dell’Enza, in direzione del passo di Lagastrello.

Entrambi gli itinerari si possono percorrere in una sola giornata, al prezzo, certo, di una qualche frettolosità. Se uno potesse invece riservare un paio di giorni al ramisetano, se lo godrebbe con più calma e non soltanto dal sedile di un’auto, magari trovando il tempo anche per passeggiate lungo i sentieri.
La strada per il monte Ventasso attraversa l’abitato di Montemiscoso e si inoltra, con qualche curva ma senza particolari difficoltà, tra verdi faggete fino al parcheggio della stazione scioviaria, invero costruita con un qualche rispetto per l’ambiente del lago che, a differenza del Cerreto, non è stato urbanizzato, collocandosi a una quota superiore rispetto agli alberghi e ai condomini. Ristoranti e bar ve ne sono qui e anche, prima, lungo la strada. Vi sono due campeggi.

Lasciare l’auto e fare una ventina di minuti a piedi per arrivare al lago è pressochè obbligatorio. Altrimenti perché siete venuti? Il lago, di origine glaciale, è bellissimo, collocato in una conca sotto il monte Ventasso. Chi volesse, e avesse la licenza in ordine, può tentare di pescare una trota o una tinca, ma il risultato non è affatto garantito, anche per le piante acquatiche che per gran parte delle rive rendono difficoltosa la pesca. C’era la leggenda che il lago non avesse fondo, smentita dal grande scienziato scandianese Lazzaro Spallanzani che, nel settecento, si prese la briga di smentire i pregiudizi dei nativi calando nell’acqua una cordella col piombo. E’ comunque un lago abbastanza fondo con un’acqua fredda pericolosissima per chi volesse farvi un bagno. Sconsigliabilissimo.

L’altro percorso nel Ramisetano è quello, altrettanto classico, che si dirige al passo di Lagastrello e che, con l’andata sulla sponda reggiana dell’Enza e con il ritorno nel Parmigiano, consente di percorrere un bell’anello che ha come vertici a sud il passo e, a nord, il ponte di Selvanizza che congiunge le due sponde e consente di rientrare nel Reggiano.

Dunque, lasciato Ramiseto, si prende la strada provinciale 15 verso Castagneto, un piccolo borgo notevolmente manomesso da interventi recenti ma che si segnala per alcuni pregevoli architravi, decorati con simbologie medioevali. Pare che appartenessero a un vecchio nucleo abitato poi cancellato da una frana. Quando si ricostruì, comunque in epoca antica, il nuovo paese di Castagneto, gli architravi furono rimontati sopra i nuovi portoni. Così sono arrivati fino a noi.

Dopo Castagneto si incontra Pieve San Vincenzo, che nel medioevo era ben noto per l’autorità della sua chiesa che la tradizione vuole fosse stata fondata da Matilde di Canossa. Nel 1920 un forte terremoto che interessò tutto l’Appennino la danneggiò a tal punto che dovette essere abbattuta. L’attuale edificio è recente, in stile neogotico, e conserva della chiesa precedente il fonte battesimale e un frammento di capitello. Pieve San Vincenzo rappresenta uno dei centri storicamente più importanti di quella che fu detta, e ancora oggi si chiama, Valle dei Cavalieri, cioè l’alta valle dell’Enza. Il nome deriverebbe o dagli allevamenti equini che qui sfruttavano i vasti pascoli (anche adesso esiste una specifica razza di cavalli detti “del Ventasso” adattati nei secoli all’ambiente montano) oppure dai signorotti locali che fornivano le truppe di cavalleria alla contessa Matilde e ai successivi padroni della zona. Comunque, sono due aspetti di una stessa medaglia.

Il successivo borgo di Cecciola, alla confluenza della Liocca con l’Enza, è stato oggetto di un ambizioso progetto di recupero dell’ex Parco regionale del Gigante . Ora sono operativi il Centro per il turismo rurale e il centro visita del parco, il tutto ricavato in antichi edifici perfettamente restaurati. Un esempio di quello che si potrebbe fare per i vecchi borghi abbandonati dell’Appennino. Numerose sono le immagine sacre in marmo, attribuibili ai secoli dal XVII al XIX, una bella caratteristica di questo paese.

La penultima tappa prima di arrivare al passo è Succiso. Una storia tormentata di frane ha sconvolto questo antico paese, tanto che lo si è completamente ricostruito nelle vicinanze col nome di Varvilla. L’antica chiesa sbrecciata e abbandonata è il simbolo più evidente di questo disastro geologico. Conseguentemente, anche il patrimonio di edilizia tipica che caratterizza gli altri paesi qui è meno evidente, anche se vi si ritrovano esemplari di icone di marmo apuano già viste a Cecciola. Succiso ospita un Centro Visita del parco ed è il punto di partenza per escursioni, anche a cavallo, sulle falde dell’Alpe di Succiso, uno dei monti più belli e alti della zona.

Ultimo abitato rurale prima del valico appenninico è Miscoso, tradizionale punto di appoggio per i traffici con la Lunigiana. Anche qui è viva la tradizione delle immagini devozionali, che può veramente costituire, per chi fosse interessato, un bel motivo tematico a cui dedicare questo itinerario. Interessante, a questo proposito, l’ornamentazione che decora l’antica fontana del paese. Ma tutto l’abitato, anche se pesantemente ristrutturato, conserva, come magici frammenti del passato, testimonianze artistiche o decori architettonici dei secoli scorsi.

All’estremità sud del percorso incontriamo la bella visione azzurra del lago artificiale dei Paduli, dove nasce il fiume Enza (siamo già, anche se per poco, in terra toscana). E siamo anche arrivati al passo di Lagastrello (o di Linari, come era detto anticamente), punto di passaggio di una rete di mulattiere che un tempo provenivano sia dal versante parmigiano che da quello reggiano della valle. La zona era sotto l’influenza culturale e religiosa della celebre abbazia di San Salvatore di Linari e, meno rispettosamente, era anche luogo rinomato di traffici non sempre leciti o in ordine con le tasse che utilizzavano sentieri minori, di difficile individuazione.
Il ritorno a Ramiseto può avvenire sul lato parmigiano lungo la direttrice Valcieca, Nirone, Vairo, Vaestano, Selvanizza, dove si ripassa l’Enza.

ABICI Camporella

Lo sapevate che in Italia esiste una fabbrica di Biciclette di Mantova che si chiama ABICI; questa azienda produce e vende una bicicletta che si chiama “Camporella”.

abicicamporella.jpg

Queste biciclette sono fatte come quelle di una volta, in acciaio con la sella in pelle etc.

www.morefactory.com

Inaugurazione

Di seguito pubblichiamo le foto dell’inaugurazione dei nuovi locali del Circolo di Camporella:

mensa    sindaco1

Erano presenti tutti i Soci e il SIndaco di Ramiseto.

Gente di Paese

santin

Pubblichiamo una foto del caro sig. Sante che tutti riconosceranno:

Conosciuta da tutti con il nome Rampichino, la bicicletta da montagna o mountain bike (MTB) ci permette di pedalare su qualsiasi tipo di terreno, affrontando la salita più impervia e la discesa più ripida.

 bk
Il territorio della montagna reggiana, oggi tutelata e garantita dal nuovo Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, si presta ottimamente alla pratica di questa splendida disciplina e percorrendo gli itinerari che proponiamo potremo godere di bellezze naturali e di panorami che ci sarebbero preclusi se ci limitassimo a pedalare sulle strade asfaltate.

Dall’estate 2007 anche le seggiovie di Cerreto laghi e di Febbio sono aperte d’estate e attrezzate con i ganci per il trasporto delle MTB in quota d’ora in avanti è possibile caricare la propria bicicletta e a Febbio raggiungere sino i 2064 msl e scendere in discese mozzafiato!

Si possono richiedere informazioni presso il Circolo ACLI di Camporella.

Cosa portare
Cosa deve avere sempre con se un biker per effettuare escursioni in tutta sicurezza

ZAINETTO:

mantellina antivento e antipioggia
kit di pronto soccorso
2 camere d’aria di scorta, possibilmente non forate!
Pompa
Set luci anteriore e posteriore da utilizzarsi in caso di prolungamento dell’escursione
Altimetro e bussola; i biker più moderni portano il GPS
Cartina topografica della zona interessata scala 1:25.000 almeno
Abbigliamento di ricambio; ricordiamoci che in montagna il tempo può volgere al peggio in breve tempo
Barrette energetiche
Zaino idrico con abbondante riserva di liquidi, specialmente in estate!

BORSINA SOTTOSELLA:

1 camera d’aria di scorta
1 set di pezze di riparazione
1 set di attrezzi multiuso
Bombolette d’aria per il gonfiaggio della camera d’aria

Dieci regole
Dieci regole per il rispetto dell’ambiente e del nostro prossimo:

  • dare la precedenza agli escursionisti non motorizzati: la gente giudicherà la mountainbike dal vostro comportamento. In quanto novità, la pratica del MTB non sempre potrebbe essere vista positivamente dagli altri;
  • rallentare ed usare cautela nell’avvicinare e nel sorpassare altri escursionisti, facendo in modo che si accorgano della vostra presenza in anticipo;
  • controllare sempre la velocità ed affrontare le curve prevedendo che vi si possa incontrare qualcuno. L’andatura va commisurata al tipo di terreno e all’esperienza di ciascuno;
  • restare sui percorsi già tracciati per non arrecare danni alla vegetazione e limitare l’erosione del suolo evitando di tagliare per terreni molli;
  • non spaventare gli animali, siano essi domestici o selvatici. Dare loro il tempo di spostarsi dalla vostra strada;
  • non lasciare rifiuti. Portare con sé i propri, se possibile, raccogliere quelli abbandonati da altri;
  • rispettare le proprietà pubbliche e private inclusi i cartelli segnaletici, lasciando i cancelli così come sono stati trovati. Rivolgersi possibilmente ai proprietari per chiedere il permesso di entrata nei loro terreni: “Vietato l’ingresso” spesso significa solo “per favore chiedete il permesso”;
  • essere sempre autosufficienti. Meta e velocità media verranno stabiliti in funzione dell’abilità personale, dell’equipaggiamento, del terreno, delle condizioni meteorologiche esistenti e di quelle previste;
  • non viaggiare da soli in zone isolate e se si devono coprire lunghe distanze. Comunicare la destinazione ed il programma di viaggio;
  • rispettare la filosofia del cicloescursionismo tesa al minimo impatto con la natura. Limitarsi a scattare fotografie e a lasciare impronte leggere portandosi via solamente bei ricordi.

La Bodda

Pubblichiamo il Nuovo Logo del Circolo Acli di Camporella:

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Ovviamente è stato scelto l’animale che più rappresenta il nostro paese e cioè una Bodda con la corona in testa , come quella della scultura della fontana di Camporella.

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Il Sentiero dei Ducati

Forse non tutti sanno che il nostro paese è attraversato da una importantissima via di comunicazione Matildica conosciuta come Il Sentiero dei Ducati di cui riportiamo l’itinerario.

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Organizzazione:
Il Sentiero dei Ducati è stato rinnovato nel 2004 dalla Provincia di Reggio Emilia che ne cura anche la manutenzione con la collaborazione del C.A.I.

Itinerario:
Il sentiero dei Ducati, che collega la pianura padana alla costa tirrenica, è il primo itinerario transappenninico. L’intero percorso, segnalato con strisce bianche e rosse, può essere effettuato in una decina di giorni di cammino e generalmente, viene diviso in undici tappe di cui 7 nella provincia di Reggio Emlia.
Dati totali riferiti al sentiero dei Ducati (percorso base in provincia di Reggio, escluse deviazioni per i pernottamenti ) :
Km tot. 82,3 - dislivelli totali: + 4295 m, - 3090 m - tempo tot. ore 29,30.
Il percorso consente numerose varianti locali che ne permettono una fruizione articolata, anche con tratti ad anello.

Periodi di Svolgimento:
Può essere percorso in ogni momento dell’anno senza particolari problemi, in quanto non raggiunge quote molto elevate. Tuttavia in inverno può trovarsi ugualmente neve nella parte centrale dell’itinerario. Le tappe più basse, invece, possono essere particolarmente afose nei mesi estivi.
Modalità di Svolgimento:
A piedi o Mountainbike (ovviamente i tempi sono diversi).

Zona Geografica:
Zona Matildica

TAPPA 5 : VETTO - CAMPORELLA.

Km 17,2 - disl. + 760 m salita - 550 m discesa - tempo 6,10 ore

Bar trattoria a Sole. Bar a Taviano, albergo a Ponte Enza, 3 km da Taviano verso Selvanizza. B&B a Camporella.

Dal centro di Vetto si esce sulla SP 513 verso Castelnovo, deviando a sinistra poco oltre il bivio per Costaborga . Si sale per stradello ripido alla sede degli Alpini. Sul retro si sale nel castagneto misto a faggeto su antica mulattiera. Allargatasi in carraia inizia poi a scendere, e oltre il margine di un campo pianeggia fino al borgo di Sole di Sopra 490 m.
Per stradello si scende ad attraversare la SP 513 presso il bar trattoria del Sole 470 m (0.30), e si scende verso Sole di Sotto 451 m , che si oltrepassa mantenendo lo stradello che presto si trasforma in larga carraia, supera il rio del Sole e sale brevemente ad un valico. Si prosegue sulla carraia in discesa verso la valle Lonza, il cui fondovalle si raggiunge in breve sulla Provinciale per Ramiseto di fronte al ponte sul torrente Lonza 361 m (0.20; 0.50).
Dalla sponda W del ponte si segue il corso del T. Lonza fino alla confluenza in Enza, con alcuni tratti in alveo dopo l’alluvione del 2000 che ha eroso la vecchia carraia. Splendida vista alla confluenza dei due fiumi, sulla stretta dell’Enza a valle e la tipica vegetazione d’alveo. I ruderi del Mulino di Stabio 349 m conservano in piedi la stalla (edificio più recente del complesso) e tracce della gora e del bottaccio.
Si sale tra i ruderi del mulino per seguire l’antica mulattiera selciata ancora in parte che vi dava accesso dal paese di Gottano, costituendone anche il principale accesso da valle lungo l’alveo dell’Enza. Viste superbe sulla selvaggia valle dell’Enza. La sponda parmense di Scurano e Ruzzano, ai piedi delle pendici del M. Fuso, è costituita da arenarie e marne della successione epiligure Ranzano-Bismantova. Tra viste sui versanti Enza e Lonza si raggiungono i primi casolari isolati di Gottano, tra cui Case Ruffini 467 m e Case Dall’Ara 515 m.
Poco oltre un tratto in piano si trova un bel nucleo di pino silvestre: ad un bivio si può proseguire 100 m per affacciarsi sulla valle dell’Enza con un magnifico scorcio. La salita fa riguadagnare il crinale con un bel tratto fiancheggiato da querce, fino a salire a destra ad un bivio e sbucare su uno stradello presso una Maestà, proveniente a sinistra da Gottano di Sotto (variante di Siola n° 680). A destra si sale in breve nel borgo di Gottano di Sopra 675 m (1.20; 2.10), assai suggestivo, con belle case in pietra ben restaurate con al centro l’antica chiesa.
Sempre lungo lo spartiacque Enza - Lonza, si esce da Gottano voltando a destra poco oltre la piazzetta della chiesa, presso una Maestà in terracotta inserita in una casa. In salita si aggira il colle retrostante il borgo, e ad un bivio prima del cimitero si sale a sinistra raggiungendo la cima del colle su cui sorge l’oratorio della Madonna delle Formiche 662 m (neogotico, ricostruito nel 1935) con vastissimo panorama. Si scende verso W lungo il crinale, uscendo sullo stradello del cimitero, che si segue a sinistra fino a sbucare presso una casa (la vecchia scuola) sulla Provinciale di Ramiseto. La si segue per poco a destra, dove si stacca a destra la variante di Temporìa n° 680. Poco oltre si lascia la strada per salire a destra lungo una carraia incavata, che segue il crinale spartiacque tra le vallate dell’Enza e della Lonza. Presso il M. Buttafuoco 659 m si lascia a destra una carraia verso Temporìa e da qui si segue l’antico confine ducale che salendo dall’Enza seguiva per un tratto il crinale: a sinistra era lo Stato Estense, a destra quello parmense. Superata la strada comunale di Cereggio si sale alla Casetta 666 m, sotto cui ad E sorge in abbandono l’antica postazione di controllo doganale estense. Superato in salita il M. Alto 711 m si scende al bivio con la strada di Cereggio, poi una salita tra siepi porta ad un bivio con Maestà in gesso: a sinistra si stacca la Variante di Nigone n° 680, mentre a destra si sale ad un bivio con la variante di Roncovecchio (n°670) e quindi all’ingresso del borgo di Cereggio 765 m (1.30 ; 3.40). Antico feudo Imperiale, poi soggetto per secoli a Parma, con esso entriamo nella Valle dei Cavalieri.

Dalla chiesa di S. Francesco, al centro del borgo, si scende sullo stradello a NW, che con una svolta a sinistra esce dalle case e si dirige verso il cimitero. Al bivio per quest’ultimo, presso una Maestà del 1778 (a destra variante di Tempora n° 680), si prosegue diritto, per larga carraia in discesa nella valletta del Rio Castagnoli. Si lascia una piccola fonte a sinistra presso una svolta a destra. Poco dopo si costeggia una bella parete stratificata di arenarie con pieghe in sezione molto interessanti (arenarie di Ranzano) e si scende a varcare il Rio Castagnoli a 625 m, proseguendo sul versante opposto lungo la carraia. Si lascia in alto a sinistra un metato ristrutturato, e dopo una seconda fonte si costeggia un altro metato ristrutturato. Lo si lascia a destra e ci si immette su un tratturo che si segue a destra, poi subito oltre a sinistra. A mezza costa si procede nel bosco misto (faggi, castagni e querce) lasciando in alto a sinistra un terzo metato in rovina. Sull’orlo della precipite valle dell’Enza, si tiene a sinistra uno stretto sentiero che costeggia in piano il dirupo boscoso, fino ad una selletta: a destra consigliata deviazione panoramica sul vicino crinale dei Pizzoni 434 m (strati di arenarie di Ranzano, vista sulla media e alta val d’Enza). Dalla selletta si prosegue in discesa sempre su stretto sentiero nel bosco, che poco dopo raggiunge un aperto costone che si inizia a percorrere a destra in discesa: si tratta di uno spettacolare affioramento conglomeratico-arenaceo di arenarie di Ranzano, in cui spiccano centinaia di massi sferoidali emersi, e sabbie risultanti dalle erosioni meteoriche. Raggiunta una mulattiera a mezza costa si segue a sinistra (belvedere spettacolare sulle gole dell’Enza sottostanti). Con saliscendi si superano tre costoni ed altrettanti fossi, di cui il secondo a 538 m scavato dalle piene periodiche e superabile con ripidi pendii instabili. La mulattiera diviene carraia e risale tra altri affioramenti conglomeratici, siepi e campi al borgo di Taviano 647 m (1.50 ; 5.30).
Dal centro di si segue a destra la via che sale alla Provinciale e la supera, seguendo una carraia che sale in mezza costa, procedendo alta sulla val d’Enza, punteggiata da Maestà e fiancheggiata da siepi e querce. Superato il Rio Ricò, si aggira un secondo costone panoramico e sempre a mezza costa si supera una vecchia frana salendo alla chiesa di Camporella 641 m (0.40; 6.10).

TAPPA 6 : CAMPORELLA - SUCCISO NUOVO.

Km 13,4 - disl. + 790 m salita, - 460 m discesa - tempo 4,40 ore

Bar a Castagneto, bar trattoria a Ponte Andrella. A Succiso Nuovo trattoria, negozio, agriturismo con alloggio.

Da Camporella si prosegue lungo lo stradello asfaltato che scende leggermente a S verso il costone di Montedello. Al bivio per Vaestano si tiene la sinistra passando sotto il borgo di Montedello 622 m e oltre una costa si sale a sinistra attraversandolo per il lungo in salita. Riattraversata la strada provinciale si segue la vecchia carrabile, che con un tornante si porta alla Provinciale del Lagastrello su un costone panoramico (Costa Golara). La si segue a destra fino al vicino borgo di Castagneto 751 m (0.40), superando il ponte sul Rio dei Segalari (variante di Nigone a sinistra, n°680).
Si segue la Provinciale 15 verso Succiso, superando una vecchia frana. Prima del cimitero si sale a sinistra su carraia. Con due svolte si porta a 830 m e si snoda a saliscendi nel bosco misto, lasciando a destra uno stagno stagionale. Superato un costone, si prosegue a destra in discesa ad un bivio con aperture panoramiche sull’alta Val d’Enza. Tra campi panoramici si riprende a scendere: ad un bivio sul crinale a monte del borgo di Lùgolo si volta a sinistra riprendendo a salire nella valle dell’Andrella. Rientrati nel bosco, si nota a destra un affioramento di ofioliti. Superati due fossi, si costeggia un campo e dopo una breve discesa si scende a destra su carraia al bordo di un campo (diritto si sale a Poviglio). La carraia scende presso una capanna di pietra e a tornanti sul fondo della valle. Esce sullo stradello di accesso al Mulino Adani, che si segue a destra costeggiando il torrente. Uscendo sulla strada Provinciale 15 (a destra trattoria a 100 m) si supera il corso d’acqua a sinistra sul ponte Andrella 652 m (1.30; 2.10). Poco dopo si sale a sinistra su carraia, che in ripida salita raggiunge un costone. Tra siepi e filari di querce sale poi all’imbocco del paese di Fòrnolo sulla strada per Poviglio.
Si sale tra le case del borgo di Fòrnolo 820 m (0.30; 2.40), fino a sbucare sulla strada sul lato opposto del borgo. La si segue per poco a destra e si sale a destra su carraia. Si sale ripidamente un costone panoramico, con un tratto che si avvicina a destra alla parete stratificata oltre un ruscello quasi sempre in secca (deviazione sul fondo). Dopo un’altra salita si raggiunge un bivio a valle di una casetta isolata: si sale a destra (diritto si sale al Passo Scalucchia o a Pratizzano), poi ancora a destra prima della casa. Su larga carraia si attraversa il ruscello e si sbuca su uno stradello forestale presso un tornante. Si sale a sinistra seguendo lo stradello fino al valico tra i bacini dell’Andrellla e della Liocca, sulla Costa Borella (1075 m). Sul versante opposto si scende su carraia rapidamente lungo il versante W della Borellaccia con vaste aperture sulla Valle Liocca e sull’Alpe di Succiso. Presto si entra nel borgo di Succiso Superiore 987 m (1.20; 4.00), abbandonato per le frane che minano molte case.
Poco a valle della piazzetta con fontana, si lascia a destra la variante di Cécciola n°609, mentre si sale a sinistra sempre assieme al 609 (sent. dei Pastori), si segue la strada per poco in discesa e si sale di nuovo a sinistra; poco dopo si lascia il sent. 609 dei Pastori a sinistra verso il Passo Scalucchia, e si prosegue a mezza costa varcando alcuni ruscelli. Raggiunta la strada Scalucchia - Succiso presso un tornante la si segue in discesa fino a Succiso Nuovo o Varvilla 975 m e al centro visite del Parco (0.40 ; 4.40).

Pubblichiamo alcune immagini di Davide Zambra:

enza    prato    chiesas    delejos   b1

Cliccare sulle immagini per ingrandire.

Ca d’Nadalon

Pubblichiamo una foto antica della costruzione della casa al castello.

Ca dNadalon

Alcuni riconosceranno parenti e amici.

(ANSA) - ROMA, 28 DIC - Una scossa sismica di magnitudo 4,1 e ipocentro di 13,8 chilometri e’ stata registrata alle 5:05 tra le province di Parma e Reggio Emilia.L’epicentro e’ stato localizzato tra i comuni di Tizzano Val Parmo Palanzano e Ramiseto. Ne da notizia la Protezione civile. Secondo le verifiche della Sala situazione Italia, il sisma, avvertito dalla popolazione, non avrebbe causato danni a persone o cose.

Miss Italia

da Tuttomontagna, mensile dell’Appennino reggiano, n. 114 di giugno/luglio.
In copertina, sotto il titolo: “Cogli la prima mela”, una foto della bella ramisetana Michela Costa.

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Michela Costa, di Camporella di Ramiseto

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Frana di Camporella

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Immagine della riattivazione della frana di Camporella (Ramiseto) che ha ostruito parte della sede stradale della SP15.

La Chiesa di Camporella

ARTE E CULTURA / CHIESE, PIEVI, BATTISTERI

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Comune Ramiseto - Località Camporella
Telefono 0522 817165

Zona Geografica: Parco del Gigante
Area Turistica: Appennino
Tariffa di Ingresso: ingresso gratuito
Periodi di Apertura:
La chiesa esternamente è sempre visitabile, per visitare l’interno tel.: 0522 817165

Accessibilità
Località : Camporella, Dista dal capoluogo 8 Km
Percorso : dal capoluogo si percorre la SP 15 in direzione P.sso del Lagastrello fino ad incontrare il bivio per Camporella

Descrizione
La “capelle de Caporelli” compare nell’aggiunta all’Elenco delle Decime del 1230 come dipendente della Pieve di San Vincenzo.
Nel secolo XVII la chiesa dedicata a San Bartolomeo figura unita alla parrocchiale di Vaestano.
Nel Sinodo Saladini del 1691 è compresa tra le dipendenti del Vicariato di Palanzano.
Dal 1853 è riunita sotto la diocesi di Reggio Emilia.
Scurani la indica posta sopra un colle alquanto elevato a poca distanza dalle case di Camporella, rivolta ad oriente con navata unica.

Benvenuti a tutti

Benvenuti a www.circolocamporella.wordpress.com ; il nuovo sito (Blog) del Circolo ACLI di Camporella (Ramiseto - RE).

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