Conosciuta da tutti con il nome Rampichino, la bicicletta da montagna o mountain bike (MTB) ci permette di pedalare su qualsiasi tipo di terreno, affrontando la salita più impervia e la discesa più ripida.

Il territorio della montagna reggiana, oggi tutelata e garantita dal nuovo Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, si presta ottimamente alla pratica di questa splendida disciplina e percorrendo gli itinerari che proponiamo potremo godere di bellezze naturali e di panorami che ci sarebbero preclusi se ci limitassimo a pedalare sulle strade asfaltate.
Dall’estate 2007 anche le seggiovie di Cerreto laghi e di Febbio sono aperte d’estate e attrezzate con i ganci per il trasporto delle MTB in quota d’ora in avanti è possibile caricare la propria bicicletta e a Febbio raggiungere sino i 2064 msl e scendere in discese mozzafiato!
Si possono richiedere informazioni presso il Circolo ACLI di Camporella.
Cosa portare
Cosa deve avere sempre con se un biker per effettuare escursioni in tutta sicurezza
ZAINETTO:
mantellina antivento e antipioggia
kit di pronto soccorso
2 camere d’aria di scorta, possibilmente non forate!
Pompa
Set luci anteriore e posteriore da utilizzarsi in caso di prolungamento dell’escursione
Altimetro e bussola; i biker più moderni portano il GPS
Cartina topografica della zona interessata scala 1:25.000 almeno
Abbigliamento di ricambio; ricordiamoci che in montagna il tempo può volgere al peggio in breve tempo
Barrette energetiche
Zaino idrico con abbondante riserva di liquidi, specialmente in estate!
BORSINA SOTTOSELLA:
1 camera d’aria di scorta
1 set di pezze di riparazione
1 set di attrezzi multiuso
Bombolette d’aria per il gonfiaggio della camera d’aria
Dieci regole
Dieci regole per il rispetto dell’ambiente e del nostro prossimo:
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dare la precedenza agli escursionisti non motorizzati: la gente giudicherà la mountainbike dal vostro comportamento. In quanto novità, la pratica del MTB non sempre potrebbe essere vista positivamente dagli altri;
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rallentare ed usare cautela nell’avvicinare e nel sorpassare altri escursionisti, facendo in modo che si accorgano della vostra presenza in anticipo;
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controllare sempre la velocità ed affrontare le curve prevedendo che vi si possa incontrare qualcuno. L’andatura va commisurata al tipo di terreno e all’esperienza di ciascuno;
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restare sui percorsi già tracciati per non arrecare danni alla vegetazione e limitare l’erosione del suolo evitando di tagliare per terreni molli;
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non spaventare gli animali, siano essi domestici o selvatici. Dare loro il tempo di spostarsi dalla vostra strada;
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non lasciare rifiuti. Portare con sé i propri, se possibile, raccogliere quelli abbandonati da altri;
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rispettare le proprietà pubbliche e private inclusi i cartelli segnaletici, lasciando i cancelli così come sono stati trovati. Rivolgersi possibilmente ai proprietari per chiedere il permesso di entrata nei loro terreni: “Vietato l’ingresso” spesso significa solo “per favore chiedete il permesso”;
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essere sempre autosufficienti. Meta e velocità media verranno stabiliti in funzione dell’abilità personale, dell’equipaggiamento, del terreno, delle condizioni meteorologiche esistenti e di quelle previste;
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non viaggiare da soli in zone isolate e se si devono coprire lunghe distanze. Comunicare la destinazione ed il programma di viaggio;
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rispettare la filosofia del cicloescursionismo tesa al minimo impatto con la natura. Limitarsi a scattare fotografie e a lasciare impronte leggere portandosi via solamente bei ricordi.

