Quando eravamo bambini, il giorno della Trebbiatura era quello più atteso di tutta l’estate passata al paese. Fin dal mattino raggiungevamo i covoni posti al “Vlaton” e aspettavamo l’arrivo della trebbiatrice, si vedeva arrivare da lontano, risaliva lentamente i tornanti che dall’Enza portano a Camporella, sbuffando e facendo un baccano del diavolo col cingolato che la trainava a fatica. Tutti gli abitanti del paese partecipavano lavorando intorno a quel marchingegno infernale. Per noi bambini era una festa che durava tre giorni saltando qua e la tra i sacchi e i covoni tra le grida e le risate di una vita agreste e spensierata.









